Razionale

Le patologie oncologiche di pertinenza urologica presentano un’incidenza estremamente elevata che tende ad aumentare negli anni, e l’Urologia è l’unica specialità medica che può vantare il triste primato di avere tre neoplasie (cancro della prostata, della vescica e del rene) nella top ten dei tumori più frequenti nella popolazione generale. In particolare, il cancro della prostata è il tumore più comune nel sesso maschile, secondo per mortalità solo alle neoplasie polmonari, mentre il tumore del testicolo è il più frequente tra i giovani uomini.
Il progredire delle tecnologie in ambito chirurgico e, soprattutto, l’immissione sul mercato di sempre più nuovi farmaci antiblastici pone l’Urologo, l’Oncologo e, conseguentemente, il paziente di fronte a tutta una serie di problematiche che la manipolazione e/o la gestione sbagliata di questi farmaci sicuramente comporta. Sempre più spesso si avverte la necessità di avere a disposizione un pool di competenze specifiche al fine di garantire la corretta gestione del planning terapeutico e della cadenza del follow-up; l’Urologo è pienamente in grado di approntare una corretta gestione del paziente affetto e/o con un sospetto di neoplasia e di disegnare il percorso terapeutico, ma non è sempre pronto ad offrire tutto il ventaglio di nuove opportunità terapeutiche che la farmacologia antineoplastica mette oggi a disposizione. Appare quindi chiaro come la gestione di un numero sempre crescente di pazienti debba presupporre un approccio multidisciplinare. Lo scopo di un’unità multidisciplinare è quello di sistematizzare, facilitare ed unificare tutti i passaggi richiesti da una gestione completa del sospetto iniziale, dalla valutazione successiva, dalla terapia e dal monitoraggio per i tumori urologici. Il paziente può, così, concludere il suo iter diagnostico, ed eventualmente terapeutico, più facilmente, ottenendo prestazioni ad elevata specializzazione. In questo contesto è indispensabile la figura dello specialista Oncologo, per proporre ed amministrare adeguatamente i più recenti protocolli conservativi quali la radioterapia e la terapia medica antitumorale, fondamentali nella maggior parte dei casi ai fini di una sicura risoluzione della patologia. Già dal 2003 in Europa Centrale e dal 2006 in Italia sono attivi i primi centri multidisciplinari volti al trattamento del cancro della prostata (“prostate units”), i cui risultati si sono dimostrati eccellenti in termini di gestione sia del paziente che delle risorse. È evidente quindi come il vero progresso sia iscritto nella capacità di creare un contesto multidisciplinare. Il progetto Young Specialist Renal Care nasce nell’ottica di creare un percorso comune che preveda un confronto aperto tra specialisti di urologia, oncologia e altri specialisti quali radiologi e radioterapisti.

 

Scarica Slide Evento

CARCINOMA RENALE METASTATICO-TRATTAMENTO DELLE METASTASI-IL PUNTO DI VISTA DEL CHIRURGO_A.LAPINI

COME SCEGLIERE IL TRATTAMENTO IDEALE INSECONDA LINEA_C.CICCARESE

IL RUOLO DEL RADIOTERAPISTA ONCOLOGO NELL'RCC LOCALE E METASTATICO_R.MAZZOLA

INQUADRAMENTO PROGNOSTICO DEL PAZIENTE METASTATICO_R.IACOVELLI

L'ADIUVANTE NEL RCC. QUALI NOVITA_P.GRASSI

NEFRECTOMIA RADICALE E CHIRURGIA CAVALE_M.SALVI

TRATTAMENTO MEDICO DEL CA RENALE-LA PRIMA LINEA DI TRATTAMENTO_F.VIGNANI