Razionale

Come ben sappiamo dalla nostra esperienza professionale, le persone che si ritrovano a intraprendere un percorso terapeutico dopo una diagnosi di tumore si focalizzano primariamente sul concetto di sopravvivenza. Restare in vita, sopravvivere: ecco il pensiero dominante di molti pazienti che sentono ci sia, almeno inizialmente, poco spazio per considerare gli effetti collaterali delle terapie sulla qualità della vita.

D’altra parte, il medico, come correttamente sottolineato da Cochrane nel 1971, da un lato sente la responsabilità del “fare” per, se non può curare, almeno aiutare il paziente, dall’altro avverte la necessità di migliorare i risultati del proprio operare attraverso tecnologie, farmaci, approcci e combinazioni sempre più performanti. La parola d’ordine sembra essere “efficacia” nella definizione della Treccani: prestazioni capaci di produrre pienamente l’effetto voluto e l’ottenimento stesso dell’effetto.

Dopo oltre 40 anni dalla pubblicazione di “Effectiveness and efficiency”, i progressi nella diagnosi e terapia delle patologie oncologiche, tra cui i tumori genito-urinari, hanno permesso di spostare l’attenzione dall’urgenza di cura dell’organo malato alla presa in carico della persona intesa come sistema complesso di fattori fisiologi, psico-emozionali e sociali. In inglese varia una vocale sola ma il cambio di prospettiva è dirompente.

Passare da “to cure” a “to care” significa infatti valutare le terapie in termini di efficacia, certo, ma anche determinare i loro esiti nel paziente, i rischi a fronte dei benefici, gli effetti collaterali a medio e lungo termine e la qualità della vita nei vari domini. In medicina e in oncologia in particolare, l’efficacia da sola non basta più e ciò rende la valutazione delle terapie un processo complesso, in cui rientrano le competenze di più attori: in ambito clinico gli specialisti di patologia, gli esperti di riabilitazione, gli psicologi, gli assistenti sociali; a livello organizzativo-strategico i manager sanitari, gli economisti, i politici.

Un’ulteriore declinazione della gestione multidisciplinare del paziente oncologico! Il concetto di “non solo efficacia” è così interessante e appassionante da essere stato scelto come fil rouge del prossimo Congresso SIUrO che presenterà, come al solito, le più importanti novità in campo diagnostico e terapeutico dei tumori uro-genitali, con un occhio critico agli effetti collaterali dei trattamenti, alle possibili azioni di prevenzione e cura delle tossicità, al costo individuale e sociale delle terapie oncologiche e al supporto al paziente inteso come sistema.

 

PRESIDENTE DEL CONGRESSO:

RICCARDO VALDAGNI

PRESIDENTE ONORARIO:

VINCENZO ALTIERI

ROBERTO SANSEVERINO

 

SEGRETERIA SCIENTIFICA:

Societá Italiana di Urologia Oncologica

 

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