Razionale

In pazienti con carcinoma epatocellulare non resecabile il regime STRIDE (trattamento con la combinazione di tremelimumab più durvalumab) dimostra un miglioramento della sopravvivenza globale (OS) mostrando una importante riduzione del rischio di morte (24%) a 5 anni. Questo risultato conferma il ruolo della immunoterapia nell’epatocarcinoma avanzato non resecabile di questa combinazione come standard terapeutico.
I pazienti trattati con il regime STRIDE hanno inoltre risposte tumorali profonde, raggiungendo una riduzione del tumore anche superiore al 50%.
STRIDE è basato su un innovativo approccio di ‘priming immunitario’ con una singola dose di tremelimumab seguita da durvalumab in monoterapia. Quest’unica somministrazione di tremelimumab, a un dosaggio superiore rispetto a quello tradizionale, è in grado di fornire una ‘spinta’ alla risposta immunitaria, mantenendo la qualità di vita, con un buon profilo di tollerabilità, molto importante nei pazienti con questo tipo di neoplasia, che tendono ad essere più fragili e caratterizzati da diverse comorbidità.
Obiettivo del progetto è discutere la scelta terapeutica e la gestione del trattamento insieme alla platea avvalendosi del confronto con il team multidisciplinare.

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